Governi e banche senza alibi

L’asta dei titoli del Tesoro a breve di ieri mostra che l’operazione della Bce di offrire all’1 per cento prestiti triennali alle banche ha funzionato per questo tipo di debito pubblico, anche per l’Italia. Infatti per i Bot trimestrali e semestrali il tasso è crollato al 3,25 per cento contro il precedente 6,5 mentre per i Ctz biennali è sceso dal 7,85 per cento dell’ultima asta al 4,85. Però lo spread per i Buoni del tesoro poliennali, dopo un breve calo a 482 punti, è tornato a 500. Insomma, la Bce ha fatto la sua parte positiva dando liquidità alle banche, che hanno fatto la loro, comprando in parte i titoli pubblici resi convenienti dal denaro facile di Eurotower.
29 DIC 11
Ultimo aggiornamento: 11:02 | 16 AGO 20
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L’asta dei titoli del Tesoro a breve di ieri mostra che l’operazione della Bce di offrire all’1 per cento prestiti triennali alle banche ha funzionato per questo tipo di debito pubblico, anche per l’Italia. Infatti per i Bot trimestrali e semestrali il tasso è crollato al 3,25 per cento contro il precedente 6,5 mentre per i Ctz biennali è sceso dal 7,85 per cento dell’ultima asta al 4,85. Però lo spread per i Buoni del tesoro poliennali, dopo un breve calo a 482 punti, è tornato a 500.
Insomma, la Bce ha fatto la sua parte positiva dando liquidità alle banche, che hanno fatto la loro, comprando in parte i titoli pubblici resi convenienti dal denaro facile di Eurotower. Ma la politica di rigore del governo non è bastata a ridurre lo spread sul medio lungo termine, perché ha depresso troppo la domanda interna, interrompendo la pur lenta ripresa. I mercati guardano con preoccupazione al fatto che nel 2012 l’Italia dovrebbe avere una diminuzione del prodotto interno lordo dello 0,4 per cento che dà la sensazione di un equilibrio precario, con rischio di avvitamento.
Latita la politica pro crescita del governo. Eppure ora, con il denaro a buon mercato della Bce, si può controbilanciare la stretta fiscale con l’ampliamento del credito, che potrebbe essere utilizzato per finanziare la componente privata degli investimenti azionati dalla mano pubblica, per pagare alle imprese gli 80 miliardi di crediti vantati dalla pubblica amministrazione, mediante la loro cartolarizzazione, per fornire mutui a tasso agevolato all’edilizia e all’export e per molto altro ancora.
Tocca, adesso, al governo fare la sua parte positiva. Certo sono importanti le liberalizzazioni dei settori, ma hanno effetti a lunga gittata. Serve anche un’accurata azione di manutenzione e accelerazione di progetti infrastrutturali.